Fatture non registrate entro il termine per il Mod. Iva – No alla detrazione IVA

Se una fattura passiva non viene annotata nei registri Iva, il contribuente perde il diritto alla detrazione dell’IVA. Con la risposta all’interpello n. 115/2025, l’Agenzia delle Entrate conferma questo orientamento, già espresso in precedenti documenti di prassi.

Registro rifiuti – Contributo annuale entro il 30 aprile

Chi si è iscritto nel 2024 al Rentri (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti) deve versare il contributo annuale per il 2025 entro mercoledì 30 aprile 2025, come previsto dall’art. 14, comma 3 del DM 59/2023.

Importo e modalità

Il contributo annuale:è pari di €. 60 per ogni unità locale va pagato attraverso la sezione “Pratiche/Contributo annuale” del portale www.rentri.gov.it, utilizzando la piattaforma PagoPA.

Negata la detrazione Iva se il cessionario sa o dovrebbe sapere dell’illiquidità del cedente

La conoscenza dell’illiquidità del cedente e del mancato versamento Iva escludono la detrazione, soprattutto nell’ambito di un quadro indiziario più complessivo che tiene conto, tra l’altro, dei rapporti e legami tra fornitore e cessionario. Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza 9919 del 16 aprile 2025, con cui ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

False recensioni on line – Prodotti, prestazioni e servizi offerti da imprese della ristorazione e dalle strutture del settore turistico situate in Italia – Novità dello schema di Ddl. annuale sulle piccole e medie imprese

Lo schema di disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese ex art. 18 della L. 180/2011 contiene alcune disposizioni volte a contrastare il fenomeno delle false recensioni on line inerenti a prodotti, prestazioni e servizi offerti dalle imprese della ristorazione e dalle strutture del settore turistico situate in Italia, ivi incluse quelle di tipo ricettivo e termale, nonché relative a qualunque forma di attrazione turistica offerta sul territorio italiano. L’obiettivo perseguito da tali misure è quello di tutelare i consumatori dai condizionamenti che potrebbero derivare dalle recensioni false. A tal fine, si prevede che: il consumatore che rilascia la recensione deve dimostrare la propria identità e l’effettiva fruizione di quanto recensito; la recensione dev’essere motivata e rilasciata entro quindici giorni dalla fruizione del servizio o dall’utilizzo del prodotto.
Sul fronte delle strutture recensite, vengono individuate le condizioni che consentono di ottenere la cancellazione delle recensioni (ad esempio, perché false o non più attuali). Il Ddl. mira, inoltre, ad introdurre i divieti di:

  • acquisto di recensioni, anche tra imprenditori e intermediari, indipendentemente dalla loro successiva diffusione;
  • attribuzione a un prodotto o a un servizio di recensioni formulate dai consumatori in relazione o un prodotto o a un servizio differenti;
  • promozione e condizionamento del contenuto delle recensioni mediante incentivi.

Bandi Ocm, sostegni fino al 50% per le imprese vitivinicole

Domande entro il 31 maggio e investimenti vincolati ad attrezzature da cantine. Le imprese vitivinicole italiane possono accedere ai contributi a fondo perduto dei bandi «Ocm vino investimenti» per acquistare macchinari e attrezzature da cantina. Anche per l’annata 2025/2026 è stata disposta l’apertura del bando, con gestione affidata alle singole Regioni.

Parametri oggettivi di occasionalità per il lavoro dei familiari

Un collaboratore familiare può lavorare in modo saltuario e occasionale senza obbligo contributivo. L’occasionalità e la gratuità della prestazione richiedono il rispetto di particolari criteri oggettivi.

Al riguardo, il Ministero del Lavoro ha fornito indicazioni con la circolare n. 10478/2013 per uniformare i criteri di abitualità e prevalenza per le collaborazioni familiari occasionali escluse dagli obblighi previdenziali. Il concetto di occasionalità è rispettato quando la collaborazione non supera i 90 giorni (720 ore) nel corso dell’anno solare inteso come periodo di 365 giorni da calcolarsi a ritroso dalla data dell’accesso ispettivo. La frazionabilità del parametro in ore consente di ritenere comunque rispettato il limite in caso di superamento dei 90 giorni, laddove l’attività resa dal familiare si svolga soltanto per qualche ora al giorno, fermo restando il tetto massimo delle 720 ore annue (nel caso si tratti di prestazione resa nell’ambito di attività stagionali, l’indice deve essere riparametrato in funzione della durata effettiva dell’attività). Per quanto riguarda invece gli obblighi assicurativi, l’Inail ha chiarito che il presupposto di iscrivibilità si realizza ogni volta che la prestazione sia “ricorrente” e non meramente “accidentale”. Ai fini Inail, una prestazione può essere considerata “accidentale” se resa una o due volte al mese, a condizione che nell’anno non superi complessivamente 10 giornate lavorative

Azione revocatoria – Conoscenza insolvenza – Onere probatorio (Cass. 16.3.2025 n. 7013)

Nel Codice della Crisi non muta rispetto al RD 267/42 la norma sull’onere probatorio degli “atti normali”, contenuta nell’art. 166 co. 2 del D.Lgs. 14/2019, secondo cui gli stessi sono revocati solo se il curatore prova che l’altra parte conosceva lo stato d’insolvenza del debitore. Essendo atti che non presentano anomalie, occorre provare l’esistenza del fatto ignoto tramite la conoscenza (effettiva) e non la conoscibilità (potenziale) da parte del convenuto. La Cass. n. 7013/2025 ha precisato che la consapevolezza dello stato d’insolvenza del debitore da parte del terzo può essere desunta da elementi indiziari, la cui valutazione deve essere effettuata dal giudice in modo globale. Tali elementi devono essere idonei, nel loro complesso, a dimostrare che il terzo, utilizzando la normale prudenza e avvedutezza, rapportata alle sue qualità personali e professionali e alle condizioni operative di mercato, non possa non percepire i segnali rivelatori della insolvenza.

Modifiche al concordato preventivo biennale per le annualità 2025-2026

Il Governo sta modificando il quadro della seconda edizione del concordato preventivo biennale (CPB) per gli anni di imposta 2025 e 2026. Si segnalano le principali novità del D.Lgs. approvato in prima lettura il 13.03.2025 dal Consiglio dei Ministri, correttivo della riforma fiscale:

– conferma del CPB nonostante la bassa adesione nel 1° anno di applicazione;

– esclusione dei contribuenti in regime forfettario;

– ampliamento delle cause di esclusione dal CPB e ridefinizione del calendario per l’adesione, spostando il termine dal 31.07 al 30.09;

– calcolo delle imposte da versare in base a un sistema con 2 scaglioni di reddito incrementale da CPB.

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