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🍽️Buoni pasto elettronici: aumento della soglia di esenzione fiscale, ma serve ancora l’approvazione definitiva

Dal 1° gennaio 2026 è previsto un probabile aumento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici: si passerebbe da 8 a 10 euro.

Questo aumento è un’ottima notizia per i lavoratori:

  • I dipendenti che ricevono buoni pasto elettronici potranno guadagnare fino a 2.200 euro all’anno senza pagare tasse o contributi, un aumento di 440 euro rispetto ai 1.760 euro attuali.
  • Questa misura riguarda circa 3,5 milioni di lavoratori e tiene conto dell’inflazione, rendendo i buoni pasto più utili e convenienti.

Nonostante lo Stato preveda inizialmente una perdita di tasse, l’aumento dei consumi generato dalla misura potrebbe portare a un guadagno netto per le casse dello Stato tra i 95 e i 110 milioni di euro.

Attenzione: la misura non è ancora definitiva. Deve completare i passaggi parlamentari, quindi la sua conferma al 100% non è ancora assicurata.

Inoltre, da settembre sono state introdotte altre facilitazioni per l’uso dei buoni pasto, come un limite massimo del 5% sulle commissioni che le aziende possono applicare per accettarli. Questo dovrebbe renderli più vantaggiosi per i lavoratori e più facili da usare nei negozi.

(Antonio Armonio)

💰 Forfait e lavoro dipendente compatibili fino a 35 mila euro

Il disegno di legge di Bilancio, approvato a ottobre, prevede che la soglia di reddito da lavoro dipendente per poter accedere al regime fiscale semplificato (chiamato regime forfettario) venga innalzata a 35.000 euro anche per il 2026.

Per accedere al regime forfettario bisogna comunque rispettare altri limiti (ad esempio, non superare gli 85.000 euro di ricavi totali e non avere spese per dipendenti superiori a 20.000 euro). La soglia di 35.000 euro è importante perché rappresenta il limite massimo di reddito che si può aver percepito l’anno precedente da lavoro dipendente o assimilato (come le pensioni o gli assegni di mantenimento del coniuge) senza essere esclusi dal regime. Gli emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata, invece, non vengono considerati in questo calcolo.

Questo innalzamento a 35.000 euro per il 2026 (che era già stato previsto per il solo 2025) significa che anche i contribuenti con un reddito da lavoro dipendente più alto potranno accedere o rimanere nel regime forfettario.

Nota: Chi cessa il lavoro dipendente nel 2025 non deve preoccuparsi di questa soglia per il 2026, a meno che non inizi un nuovo lavoro o percepisca una pensione nello stesso anno, dato che la pensione è considerata un reddito assimilato al lavoro dipendente.

( Luca Arzuffi )

🚗 Auto in uso promiscuo, schemi Aci decisivi per optional e ricariche

L’articolo chiarisce come vengono trattati fiscalmente i benefici accessori (fringe benefit) relativi all’uso sia aziendale che personale delle auto aziendali.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che:

  • Sono deducibili solo i costi e le trattenute che si basano sui valori indicati nelle tabelle Aci.
  • L’energia elettrica fornita dall’azienda per le ricariche non è tassata per il dipendente, perché è già inclusa nel calcolo forfettario basato sulle tabelle Aci.
  • Gli optional che il dipendente richiede possono essere aggiunti al calcolo del fringe benefit solo se sono già previsti nei valori Aci.
  • Anche il rimborso delle ricariche o delle spese sostenute dal dipendente segue le stesse regole: non è tassato (non imponibile) se rientra nei limiti fissati dalle tabelle Aci; in caso contrario, diventa un reddito per il dipendente e viene tassato.

L’obiettivo è evitare una doppia tassazione e garantire che tutti i casi di uso aziendale e personale del veicolo vengano trattati in modo uniforme.

(Elia Mazza)

🧾 Dichiarazioni, l’opzione blinda ancora il 21%

Le modifiche sulla cedolare secca per gli affitti brevi introdotte dalla legge di bilancio 2024 hanno confermato che l’aliquota resta al 21% per chi affitta un solo immobile con questo regime.

Tuttavia, bisogna prestare attenzione ad alcuni nuovi criteri:

  • Se un contribuente affitta più di un immobile con locazioni brevi, l’aliquota del 21% si applica solo sul primo immobile.
  • Per tutti gli altri immobili (dal secondo in poi) l’aliquota sale al 26%.
  • Se l’immobile viene affittato tramite un intermediario (come piattaforme online o agenzie), l’aliquota è sempre del 26%, indipendentemente dal numero di immobili posseduti.

Queste regole si applicano a partire dai redditi del 2024 e la cedolare secca rimane un’opzione utile per semplificare la tassazione, ma è fondamentale seguire i nuovi criteri per non commettere errori nella dichiarazione.

( Elia Mazza )

🏦 Iperammortamento per investimenti 4.0 in beni strumentali dell’anno 2026

Nella bozza della Legge di Bilancio 2026 è prevista una nuova agevolazione chiamata “iperammortamento” per i beni strumentali, che sostituirà il precedente credito d’imposta.

Questa misura riguarda solo le imprese (non i professionisti) che fanno investimenti in beni strumentali nuovi.

Quando si applica? Per investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. La scadenza si allunga fino al 30 giugno 2027 solo se:

  • L’ordine è stato accettato entro il 31 dicembre 2026;
  • È stato pagato almeno il 20% di acconto.

Quali beni sono ammessi? Sono ammesse due categorie principali di investimenti:

  1. Beni materiali e immateriali 4.0: Quelli inclusi nelle liste di legge, purché siano interconnessi al sistema aziendale.
  2. Impianti per energia da fonti rinnovabili (per autoconsumo): Inclusi gli impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia e alcuni tipi di impianti fotovoltaici.

Come funziona? Si tratta di una maggiorazione extracontabile del costo del bene, che vale solo per il calcolo delle imposte sul reddito. L’agevolazione è divisa in tre fasce, e le percentuali più alte si applicano se l’investimento dimostra anche un risparmio nei consumi energetici:

  • Investimenti fino a 2,5 milioni €: La maggiorazione va dal 180% al 220%.
  • Investimenti da 2,5 a 10 milioni €: La maggiorazione va dal 100% al 140%.
  • Investimenti da 10 a 20 milioni €: La maggiorazione va dal 50% al 90%.

(Manuel Ferro)

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