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🏭 Iper-ammortamento: uno sconto sulle tasse per chi investe

Dal 2026 torna un’agevolazione per le imprese che acquistano tecnologie avanzate o impianti per produrre energia pulita (come il fotovoltaico) per il proprio consumo.

  • Come funziona: Lo Stato permette di calcolare il costo di questi acquisti in misura maggiore rispetto a quella reale. Questo riduce il guadagno su cui si pagano le tasse, permettendo all’azienda di risparmiare.

  • Chi può usarlo: Tutte le imprese in regola con i contributi e la sicurezza sul lavoro, purché non siano in crisi o fallimento.

  • Requisiti: I beni devono essere nuovi, usati in Italia e prodotti in Europa. Devono riguardare macchinari e software “Industria 4.0” oppure impianti a fonti rinnovabili.

  • Cosa fare: Non è uno sconto automatico. Bisogna inviare comunicazioni specifiche, ottenere una perizia tecnica e avere una certificazione dei conti.

  • Attenzione: Se il bene viene venduto o portato all’estero prima del tempo, il beneficio si perde (a meno di non sostituirlo subito con uno simile). Inoltre, non si può cumulare questo aiuto con i vecchi crediti d’imposta per gli stessi acquisti. (Antonio Armonio)

🤝 Concordato preventivo: meno burocrazia per i pagamenti

Chi sceglie di aderire al concordato preventivo biennale ottiene delle semplificazioni per quanto riguarda l’uso dei propri crediti fiscali.

  • Vantaggi: Si può compensare (usare il credito per pagare altre tasse) senza dover necessariamente richiedere la firma di un professionista (visto di conformità) entro certi limiti.

  • Semplificazione: Per chi aderisce, non è più obbligatorio inviare la dichiarazione dei redditi prima di utilizzare crediti superiori a 5.000 euro.

  • Tempi: Queste regole agevolate valgono solo per gli anni coperti dal concordato, non per quelli passati. (Elia Mazza)

📉 Partite IVA forfettarie: attenzione ai pagamenti ricevuti per errore

Per restare nel regime forfettario (quello con la tassazione agevolata al 5% o 15%), non bisogna superare gli 85.000 euro di incassi annui.

  • Il rischio: Nel calcolo di questa soglia rientrano tutti i soldi effettivamente incassati, anche se ricevuti per errore o se dovessero essere restituiti l’anno successivo.

  • Conseguenza: Anche un bonifico sbagliato da parte di un cliente potrebbe far superare il limite e causare l’uscita dal regime agevolato. (Marco Mazza)

📦 Acquisti online extra-UE: arrivano i nuovi dazi

Comprare prodotti da Paesi fuori dall’Unione Europea (come spesso accade con i grandi siti di e-commerce) diventerà leggermente più costoso.

  • Addio esenzione: È stata eliminata l’esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro.

  • Costo fisso: Dal 1° luglio 2026, si pagherà un dazio fisso di 3 euro per ogni categoria di prodotto nel pacco.

  • Possibili sovrapposizioni: Dato che l’Italia prevede già un costo di 2 euro per i controlli, si sta lavorando per evitare che i cittadini paghino due volte la stessa tassa. (Marco Mazza)

💰 Credito IVA: meglio il rimborso o la compensazione?

Se a fine anno l’IVA pagata sugli acquisti è superiore a quella incassata sulle vendite, l’impresa vanta un credito verso lo Stato.

  • Quando chiedere i soldi: Il rimborso si può chiedere se il credito supera i 2.582,28 euro e ci sono motivi specifici (come la chiusura dell’attività o l’acquisto di macchinari costosi).

  • Senza garanzie: Fino a 30.000 euro, il rimborso è solitamente veloce e senza troppe pratiche.

  • Sopra i 30.000 euro: Per riavere i soldi serve la firma di un professionista sulla dichiarazione (visto di conformità) e una certificazione dei propri beni, altrimenti lo Stato richiede una garanzia fideiussoria. (Elia Mazza)

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