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Anche questa settimana la burocrazia non va in vacanza, ma niente paura: abbiamo tradotto per voi le ultime disposizioni in una guida rapida e chiara per aiutarvi a gestire al meglio scadenze e adempimenti.

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Per approfondimenti relativi ai temi trattati, non esitare a contattare i Professionisti di riferimento che saranno a tua completa disposizione. News a cura della Redazione di Informativa Fiscale | QUICKLO NEWS

⏰ Dichiarazione IMU dimenticata? Ci sono 90 giorni per rimediare

Se vi siete dimenticati di presentare la dichiarazione IMU entro la scadenza del 30 giugno, avete ancora una possibilità per mettervi in regola ed evitare batoste. C’è tempo infatti fino al 28 settembre (90 giorni dalla scadenza ufficiale) per rimediare spontaneamente pagando una sanzione fortemente ridotta.

Ecco le regole e i costi se decidete di regolarizzare la posizione entro il termine:

  • La scadenza invalicabile: Oltre il 28 settembre non sarà più possibile usufruire di sconti sulle sanzioni per il ritardo, che diventeranno piene.
  • Quanto si paga: La sanzione normale per non aver presentato la dichiarazione va dal 100% al 200% delle tasse dovute (con un minimo di 50 euro). Se però fate il “ravvedimento” entro i 90 giorni, questa sanzione viene ridotta a un decimo.
  • Se le tasse sono già state pagate: Nel caso in cui abbiate pagato l’IMU correttamente ma abbiate solo dimenticato di inviare il foglio della dichiarazione, la sanzione diventa fissa a 50 euro.
  • Gli interessi: Al totale vanno aggiunti i piccoli interessi per il ritardo, calcolati all’1,60% per i giorni di ritardo accumulati nel corso di quest’anno. Sanzioni e interessi si pagano insieme alla tassa usando il normale modello F24.
  • Attenzione ai controlli: Questa possibilità di rimediare si blocca immediatamente se il Comune vi ha già inviato una notifica o un questionario di controllo, anche se non sono ancora passati i 90 giorni.

🔑 Affitti brevi: regole più severe se avete più di due appartamenti

Cambia la mappa per chi affitta case per brevi periodi o per le vacanze. Le regole diventano più stringenti, soprattutto per chi gestisce più immobili, con il rischio concreto di essere considerati delle vere e proprie imprese:

  • La soglia dei 3 appartamenti: Da quest’anno potete applicare la tassazione agevolata (la cedolare secca) da privati solo fino a due appartamenti. Se mettete in affitto breve un terzo immobile, scatta in automatico la presunzione che stiate svolgendo un’attività commerciale.
  • Cosa succede se si supera il limite: Avendo 3 o più appartamenti in affitto breve, non potrete più usare la cedolare secca. Diventerà obbligatorio aprire la partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese, tenere la contabilità e, molto probabilmente, pagare i contributi Inps dei commercianti.
  • Le aliquote per chi è in regola: Se rientrate nei limiti dei due appartamenti da privato, ricordate che pagherete la tassa del 21% sul primo appartamento a vostra scelta, mentre sul secondo l’aliquota sale al 26%.
  • Le eccezioni: Queste regole rigide valgono solo per gli affitti sotto i 30 giorni. I contratti d’affitto tradizionali a lungo termine o a canone concordato continuano a seguire le loro vecchie regole.

🚗 Auto aziendali e professionisti: l’Agenzia delle Entrate controlla le “esagerazioni”

Se avete uno studio professionale o siete lavoratori autonomi, potete scaricare dalle tasse i costi dell’auto (sia la vostra sia quella data ai dipendenti), ma solo se c’è un reale e dimostrabile bisogno lavorativo.

I giudici hanno confermato che i controlli del Fisco saranno molto severi sui parchi auto sproporzionati. Ad esempio, se il titolare si intesta un’auto modesta ma assegna auto di lusso ai propri collaboratori senza una reale motivazione logica, l’operazione verrà considerata un trucco e l’Agenzia delle Entrate cancellerà i relativi sconti fiscali.

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