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📅 ISA e forfettari: versamenti rinviati al 20 luglio
Nuovo rinvio per le scadenze fiscali delle partite IVA. Il termine per pagare il saldo del 2025 e il primo acconto del 2026 è stato spostato dal 30 giugno al 20 luglio 2026. C’è anche la possibilità di pagare entro il 20 agosto, aggiungendo però una piccola maggiorazione dello 0,8%.
Chi è interessato dal rinvio?
- I contribuenti soggetti agli ISA (gli indici di affidabilità fiscale), purché non superino i 5,16 milioni di euro di ricavi o compensi.
- Chi si trova nel regime forfettario o dei “minimi”.
- I soci di società che distribuiscono il reddito per trasparenza.
Lo slittamento si applica a diverse imposte, tra cui IRPEF, IRES, IRAP, IVA (legata agli adeguamenti ISA), cedolare secca, IVIE, IVAFE e, salvo sorprese nel testo definitivo, anche ai contributi previdenziali oltre il minimale.
Chi è escluso?
- Chi non ha la partita IVA (come i lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta ed enti non commerciali) e chi svolge attività occasionali. Per loro restano valide le scadenze normali: 30 giugno (oppure 30 luglio con la maggiorazione dello 0,4%).
👥 Detrazioni per familiari a carico: le novità per il 2026
Arrivano novità sulle detrazioni per i familiari a carico. Vengono introdotti alcuni limiti, ma si salvano molte delle agevolazioni principali.
Cosa cambia per i figli?
- Dal 2026, la detrazione classica di 950 euro spetterà solo per i figli tra i 21 e i 30 anni.
- Per i figli con disabilità la detrazione continua a essere riconosciuta senza limiti di età.
- Per i figli sotto i 21 anni rimane invece attivo l’Assegno Unico Universale.
Cosa cambia per gli altri familiari?
- Viene eliminata la detrazione (che era di 750 euro) per fratelli, sorelle, suoceri, nuore e generi.
- Lo sconto sulle tasse resterà valido solo per gli ascendenti conviventi (quindi principalmente genitori e nonni).
La clausola di salvaguardia: Anche se si perde la detrazione diretta per il familiare a carico, si potranno comunque continuare a scaricare le altre spese collegate, come le spese mediche, quelle universitarie o gli strumenti di welfare pagati per loro. Questa tutela è valida per tutti i familiari a carico.
I limiti di reddito per essere considerati “a carico” restano gli stessi: il familiare deve guadagnare al massimo 2.840,51 euro all’anno (limite che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni).
🏠 IMU 2026: acconto in scadenza il 16 giugno
È tempo di pensare alla prima rata dell’IMU 2026, che va pagata entro il 16 giugno. Questo acconto si calcola utilizzando le percentuali (aliquote) e gli sconti decisi dal Comune per l’anno precedente.
Come si calcola il periodo di possesso?
- La tassa si paga in base ai mesi e alla quota di proprietà dell’immobile.
- Un mese intero si conta se si possiede l’immobile per più della metà dei giorni del mese stesso.
- In caso di compravendita, il giorno del passaggio di proprietà viene assegnato a chi compra. Se i giorni di possesso del mese si dividono a metà esatta tra venditore e compratore, la tassa di quel mese la paga interamente il compratore.
L’IMU si può pagare in due rate (acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre) oppure in un’unica soluzione direttamente a giugno. Per il versamento si usano il modello F24 o il bollettino postale. In futuro sarà possibile usare anche la piattaforma pagoPA.
🏥 Spese sanitarie rimborsate dall’assicurazione: le regole per il 730/2026
Se nel 2025 avete sostenuto delle spese mediche, potrete portarle in detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2026 anche se l’assicurazione ha pagato direttamente la clinica o l’ospedale. Attenzione però: lo sconto non è automatico.
La regola fondamentale: Potete detrarre le spese (nella misura del 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro) solo se il costo della polizza assicurativa è stato interamente pagato da voi e non avete già beneficiato di sconti fiscali su quel premio. In breve: se non avete avuto vantaggi fiscali sul costo dell’assicurazione, le spese mediche pagate dalla stessa restano detraibili.
Cosa fare:
- Conservate tutti i documenti: fatture della struttura sanitaria, fogli del rimborso assicurativo e le ricevute di pagamento della polizza.
Controllate bene la dichiarazione precompilata per verificare che queste spese siano inserite correttamente, modificandole o aggiungendole se necessario.







